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Tiziano Ferro: “Con la terapia ho subito iniziato a sentirmi meglio”

Il cantante si apre sul suo passato tra fragilità e terapia e parla del rapporto con i figli

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C’è un punto preciso in cui una vita cambia direzione. Per Tiziano Ferro, quel momento ha un’immagine nitida, quasi cinematografica: una stanza d’albergo a Milano, il peso di troppe emozioni e un crollo improvviso. Lo racconta in un’intervista a il Venerdì di Repubblica: “All’ennesima birra casco per terra, la faccia sulla moquette, non riesco ad alzarmi”. 

È lì, senza filtri e senza difese, che arriva la consapevolezza. Non un’illuminazione improvvisa, ma una resa necessaria. Subito dopo, un gesto semplice ma decisivo: chiedere il numero di una psicologa ad un conoscente. Da quella richiesta parte tutto. Un percorso lungo, faticoso, ma destinato a cambiare radicalmente il suo modo di stare al mondo. “Ho iniziato a sentirmi meglio già solo per aver deciso di volermi bene”.

 

Un percorso fatto di fragilità

Ferro non nasconde nulla. Racconta il suo passato come un intreccio complesso di difficoltà personali, dipendenze, disturbi alimentari e attacchi di panico. Un insieme che lui stesso definisce senza edulcorazioni, riconoscendo quanto fosse necessario affrontarlo. La terapia diventa così uno strumento concreto. Un modo per imparare a riconoscersi, accettarsi e, soprattutto, restare dentro la propria storia senza fuggire. 

Due anni dopo è arrivato anche il coming out, nel 2010. “Per i miei genitori, cresciuti in un’altra cultura, è stato un percorso di rinnovamento. Mio fratello, che aveva diciott’anni, mi ha detto: ‘ma perché è un problema’? Lì ho capito che il mondo stava finalmente iniziando a girare in un altro modo. Ma fino a quel momento per me è stata una cosa orrenda. Mi sentivo una persona sbagliata e basta”.

 

Oggi è padre, artista e uomo consapevole

Oggi Tiziano Ferro è in una fase diversa della sua vita. Non solo artista, ma anche padre, con una visione molto chiara del ruolo che vuole avere. “Sono un padre amorevole che dà importanza alla disciplina”. Un equilibrio che rifiuta l’idea di confondere i ruoli. “Non mi convincono i genitori che dicono ‘sono il migliore amico dei miei figli’. Io voglio essere il padre dei miei figli, non il loro migliore amico. I loro migliori amici li troveranno e con loro potranno parlare male di me!”.

E ancora, uno sguardo al futuro dei suoi figli, costruito su valori precisi. “Vorrei che imparassero a rispettare gli altri, i loro professori ma anche i loro amici. E i loro avversari. Vorrei che imparassero a perdere con grazia.

 

 

(Credits: Getty Images)

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