“Ho sentito una voce chiedermi se ero pronta. Ho risposto di sì”.
Così inizia il racconto di Brianna Lafferty, una giovane americana che, dopo essere stata clinicamente morta per otto minuti a causa di una rara patologia neurologica, ha vissuto un’esperienza che ha trasformato la sua percezione della vita e della morte.
Il viaggio di Brianna oltre la vita
Durante quei minuti, racconta Brianna al Mirror, ha percepito la sua anima uscire dal corpo.
In quello spazio indefinito e in quel tempo sconosciuto, ha compreso una verità che oggi sente il bisogno di condividere: “La morte è un’illusione, perché la nostra anima non muore mai”.
Al centro della sua testimonianza vi è una rivelazione potente: la coscienza sopravvive alla morte. “La nostra essenza non si spegne, si trasforma. E nella realtà che ho vissuto, i miei pensieri prendevano forma all’istante. È lì che ho capito: i pensieri creano la realtà”. Questa consapevolezza ha ridefinito completamente la visione di Brianna sulla vita, sul dolore e sull’esperienza umana.
Dal dolore alla luce
Prima di quell’episodio, la vita di Brianna era stata una costante lotta contro una rara e logorante malattia neurologica. A riguardo dichiara: “Sentivo che il mio corpo aveva ormai ceduto. Ma oggi riesco a comprendere il senso di quella sofferenza. Ogni dolore, ogni ostacolo, aveva uno scopo preciso. E ora mi è tutto chiaro“.
La sua esperienza, per quanto traumatica, è diventata una guida per l’anima, racconta che “ho finalmente imparato a credere nel flusso degli eventi, anche nei più difficili. C’è un senso in tutto, anche se a volte ci sfugge“.
Il messaggio di speranza
Il racconto di Brianna Lafferty ha rapidamente fatto il giro del web, suscitando emozioni contrastanti: c’è chi lo interpreta come una vera esperienza spirituale, e chi lo legge come un effetto della mente legato allo stress estremo. Ma per Brianna, non ci sono dubbi: ciò che ha vissuto è stato reale, più reale della vita stessa.
E oggi, con lucidità e serenità, condivide ciò che ha imparato: “Non dobbiamo avere paura della morte. Non è la fine, ma solo un passaggio”
Un messaggio che, al di là delle interpretazioni, apre uno spazio di riflessione profonda su cosa significhi davvero vivere.
