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Tradimento, confessare sì o no? L’opinione degli esperti

Secondo gli specialisti ci sono delle situazioni dove raccontare i propri errori non è necessario. Altre, invece, in cui è fondamentale

5 Settembre 2024

Confessare sì, confessare no? È il dilemma di molti fedifraghi, che spesso – davanti ai propri errori – non sanno quale sia la migliore strada da percorrere. Meglio raccontare la verità, nuda e cruda, rischiando di perdere la persona amata, oppure tenere tutto per sé perseverando nella menzogna?

Secondo alcuni esperti, confessare non sempre è necessario. Dipende, sostengono alcuni, dal tipo di relazione e/o relazioni che il fedifrago ha creato al di fuori del nido familiare e dalle richieste del proprio partner. 

Per alcuni specialisti confessare non ha senso se, ad esempio, lo si fa esclusivamente per “scaricarsi la coscienza”: “L’onestà non è sempre la migliore politica – almeno non al 100% – e a volte, trovo che la rivelazione di un evento doloroso a un partner sia più un alleggerimento della propria coscienza piuttosto che un aiuto alla relazione”, ha detto la psicoterapeuta Deborah Duley a Bustle. Le fa eco Kevin Darné, autore di My Cat Won’t Bark! (A Relationship Epiphany): “Se il motivo per cui si dice è per liberarsi del senso di colpa, allora è un atto di egoismo. Si ferisce il partner per sentirsi meglio”.

La scrittrice Wednesday Martin, parlando con Elite Daily, ne fa una questione di trasparenza: “Quello che scegliete di fare, così come il modo in cui il vostro partner potrebbe reagire, dipenderà dalla vostra situazione, dal vostro rapporto con il vostro partner e dal vostro desiderio di essere trasparenti”. 

Secondo la dottoressa Duley, i casi in cui si può evitare di confessare sono quelli della “scappatella” fugace o della relazione a cui si è deciso però di non dare alcun seguito. “Condividere i propri errori è estremamente dannoso per chi ne viene a conoscenza e per chi cerca di rimediare. Non c’è alcun valore per la relazione nella condivisione di eventi che non accadranno più”. Una volta archiviata la questione, continua l’esperta, è però fondamentale “trovare un altro modo per soddisfare i bisogni che stavate cercando di soddisfare con il tradimento, sia che si tratti di lavorare sulla vostra relazione sia che si proceda a un lavoro personale su se stessi”.

Nel caso in cui però è il partner a voler sapere tutta la verità, allora, sostiene Darné, confessare è la strada migliore: “Se una persona si trova ad affrontare il suo partner per quanto riguarda il tradimento, è meglio confessare piuttosto che mentire o tentare di renderlo insicuro o paranoico. Essere interrogati a bruciapelo e mentirgli in faccia rende quasi impossibile che possa fidarsi di nuovo di voi”.

Nel caso in cui ci si renda conto, poi, di non essere portati alla monogamia, è importante – continua l’esperto – rispettare il partner o la partner comunicandolo esplicitamente: “Se quello che desiderate veramente è esplorare le relazioni romantiche e sessuali con altre persone, smettetela di cercare di costringervi ad essere monogami. Potreste prendere in considerazione una relazione aperta, sia con il vostro partner attuale che con qualcun altro, oppure passare un po’ di tempo da single, in modo da non dovervi preoccupare dell’impegno”.