Starnutire è una reazione naturale del nostro organismo. È il cervello a dare il via a questo meccanismo per liberare le cavità nasali da elementi irritanti come polline, polvere e sporcizia, contribuendo così a proteggere la nostra salute.
Perché trattenere uno starnuto può far male
Durante uno starnuto, acqua, muco e aria vengono espulsi a una velocità che può raggiungere i 160 km/h in appena 150 millisecondi. Secondo uno studio dell’Università della Pennsylvania, questo processo funziona anche come una sorta di reset per le cilia, le cellule presenti all’interno del naso. Un beneficio che, però, non si riscontra nelle persone affette da sinusite.
Capita spesso, soprattutto in pubblico, di trattenere uno starnuto per evitare l’imbarazzo. Eppure questa abitudine, che può sembrare innocua, non lo è affatto. Quando si blocca uno starnuto, infatti, la pressione all’interno del sistema respiratorio aumenta da 5 a 24 volte rispetto a quella di uno starnuto normale.
I possibili danni per la salute
Questa improvvisa impennata può spingere l’aria verso l’orecchio, causando la rottura del timpano, otiti, infezioni o persino la perdita dell’udito.
Nei casi più gravi, il picco di pressione può provocare anche la rottura di vasi sanguigni, lesioni al diaframma o addirittura un aneurisma cerebrale, complicanze serie che richiedono un intervento medico immediato.
Sebbene trattenere uno starnuto non provochi direttamente la morte, le conseguenze possono essere molto gravi, soprattutto nelle persone più predisposte. Per questo motivo, la scelta migliore è non bloccarlo mai e cercare piuttosto di prevenire o curare le cause che lo provocano.
