Venti minuti a scorrere Netflix, nessuna serie scelta. Poi apri Deliveroo, guardi decine di ristoranti e finisci per mangiare quello che hai in frigo. Non è necessariamente pigrizia: quando le opzioni si moltiplicano, decidere può diventare più faticoso.
Qui entrano in gioco due concetti vicini ma diversi: choice overload, il sovraccarico provocato da troppe alternative, e decision fatigue, la stanchezza che può comparire dopo una lunga sequenza di decisioni.
Perché troppe opzioni possono mandarci in tilt
Uno degli esperimenti più citati è quello di Sheena Iyengar e Mark Lepper, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology. Un banco con 24 marmellate attirava più persone, ma quello con appena sei opzioni portava a molti più acquisti. In pratica, avere più scelta non significa automaticamente scegliere meglio.
Uno studio del 2024 pubblicato sull’European Journal of Neuroscience ha osservato inoltre che un numero elevato di alternative può aumentare la tendenza a evitare la scelta e richiedere maggiore elaborazione mentale.
Decision fatigue: cosa succede dopo tante scelte
Un altro filone di ricerca, legato ai lavori di Kathleen Vohs e Roy Baumeister, ha studiato cosa accade dopo una lunga serie di decisioni. I primi esperimenti hanno collegato il susseguirsi delle scelte a minore persistenza e maggiore tendenza a scegliere la strada più semplice.
L’idea del “muscolo mentale” che semplicemente si scarica, però, è stata successivamente discussa e ridimensionata. Meglio quindi non immaginare il cervello come una batteria che arriva inevitabilmente allo zero.
Come ridurre il sovraccarico
La strategia più semplice? Restringere il campo. Creare shortlist, impostare preferenze e automatizzare alcune decisioni ripetitive riduce le alternative da valutare. E soprattutto evita di trasformare una serata davanti allo streaming in una riunione del consiglio d’amministrazione.
(Immagini generate con IA)
