Il forte caldo estivo può influenzare pesantemente il rendimento del cervello e rallentare i ritmi di apprendimento.
Studiare con il caldo? Il cervello va in modalità risparmio
Raggiunti i 30 gradi, infatti, il cervello perderebbe fino al 13% delle sue potenzialità: questo accade perché l’organismo concentra le proprie energie sul mantenimento della temperatura corporea, finendo per ridurre la concentrazione e trascurare funzioni fondamentali come memoria, ragionamento e attenzione.
Di conseguenza, la performance complessiva di chi studia può subire un calo significativo. A confermarlo è uno studio condotto da Harvard, secondo cui gli studenti che si applicano in un ambiente fresco risultano più reattivi del 13% e commettono un numero decisamente inferiore di errori nei test cognitivi.
I trucchi per studiare meglio con il caldo
Secondo gli esperti, la temperatura ideale per ottimizzare lo studio si colloca tra i 20 e i 22 gradi. Per contrastare l’afa e proteggere le capacità cognitive, può quindi essere utile rinfrescare la stanza con un ventilatore e abbassare le tapparelle, così da schermare la casa dal sole diretto.
Infine, gli studiosi suggeriscono di bere molta acqua e di pianificare lo studio delle materie più impegnative nelle ore più fresche della giornata.
