Oggi siamo sempre di corsa; tra lavoro, casa, impegni e notifiche, può capitare che passino settimane, a volte mesi, senza riuscire a vedere gli amici. E quando finalmente ci si organizza, spesso serve incastrare tutto con largo anticipo, come se anche un caffè fosse una riunione importante.
Ci si incontra, ci si aggiorna sulle ultime novità, si ride, si parla del più e del meno. Poi ognuno torna alla propria vita, fino al prossimo appuntamento da fissare chissà quando.
I social non bastano a sentirsi vicini
I social danno spesso l’illusione di sapere tutto degli altri: dove sono stati, cosa hanno mangiato, con chi sono usciti. Ma conoscere gli aggiornamenti di una persona non significa esserle davvero vicino.
La presenza vera è condividere un momento semplice senza doverlo trasformare in un evento.
La bellezza delle cose non programmate
Il problema è che la vita moderna ci spinge a programmare tutto. Ogni piccolo spazio deve trovare posto in una routine già piena. Così, però, i rapporti rischiano di svuotarsi e diventare solo aggiornamenti periodici.
A volte i momenti migliori sono quelli improvvisi: una passeggiata decisa all’ultimo, una chiamata senza motivo, una serata in cui non c’è nulla di speciale da raccontare. Solo il piacere di stare insieme.
