Podcast, documentari, serie TV, YouTube, TikTok. Il true crime è ovunque e continua ad attirare un pubblico enorme. Ma perché storie di omicidi, serial killer e casi irrisolti riescono a tenerci incollati allo schermo, a volte persino prima di dormire?
La risposta è più complessa del semplice “siamo morbosi”. La psicologia offre infatti diverse spiegazioni.
Morbid curiosity: perché siamo attratti dalle storie più oscure
Il punto di partenza è la cosiddetta morbid curiosity, cioè la curiosità verso eventi pericolosi, inquietanti o legati alla morte. Alcuni ricercatori la interpretano come un modo per raccogliere informazioni sulle minacce e ridurre l’incertezza.
Il true crime permette infatti di osservare situazioni pericolose da una posizione sicura: capire come agisce un criminale, riconoscere segnali di rischio o scoprire come una vittima è riuscita a reagire. Una ricerca pubblicata su Scientific Reports ha inoltre mostrato che scegliere volontariamente contenuti “morbosi” coinvolge circuiti cerebrali associati alla ricompensa e alla curiosità.
Perché il true crime piace soprattutto alle donne
Una ricerca pubblicata sul British Journal of Psychology ha confermato un maggiore consumo di true crime tra le donne in diversi formati, dai podcast ai film. Tra le motivazioni emerse ci sono curiosità, eccitazione e quella che gli studiosi chiamano defensive vigilance, cioè il tentativo di conoscere meglio situazioni potenzialmente pericolose.
Studi precedenti hanno inoltre osservato che alcune donne dichiarano di utilizzare queste storie per imparare strategie utili a prevenire o affrontare un’aggressione. Non significa, naturalmente, che questa sia la motivazione di tutte.
Quando il true crime diventa troppo
Il genere pone anche questioni delicate: dietro ogni storia ci sono vittime reali, famiglie e traumi che rischiano di trasformarsi in semplice intrattenimento.
Sul piano psicologico, però, meglio evitare allarmismi: le ricerche non dimostrano che guardare true crime provochi automaticamente ansia o insonnia. Se però ci accorgiamo che un contenuto aumenta il disagio o disturba il sonno, quella può essere una buona ragione per spegnere il podcast e riprenderlo il giorno dopo.
(Immagini generate con IA)
