di Andrea Benatti
Dando un’occhiata agli ultimi dati satellitari dell’INPE (l’Istituto di ricerca spaziale brasiliano), finalmente arriva qualche buona notizia per il polmone verde del pianeta: nei primi sei mesi del 2026 la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è crollata del 38% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Parliamo di 1.295 chilometri quadrati persi, che sono comunque tanti sia chiaro, ma rappresentano il dato più basso registrato da dieci anni a questa parte: se allarghiamo lo sguardo al periodo che va da agosto 2025 a giugno 2026, gli allarmi del sistema DETER sono scesi di oltre il 37%, con un segnale positivo che si nota persino nel Cerrado, la vicina savana tropicale dove il calo sfiora l’8%.
Questo cambio di rotta non è arrivato dal nulla: dopo gli anni bui della presidenza Bolsonaro (culminati nel picco di distruzione del 2022), il ritorno del progressista Lula da Silva nel 2023 ha ribaltato le priorità dell’agenda ambientale. Rimettendo al centro la lotta ai tagli abusivi – inviando più controlli sul campo e puntando dritti all’obiettivo del “zero disboscamento illegale” entro il 2030 – la tendenza si è invertita in modo costante, a dimostrazione del fatto che la distruzione della foresta non è un destino ineluttabile, ma la diretta conseguenza di scelte politiche precise.
C’è stato un netto miglioramento anche sul fronte roghi, con quasi il 40% di superficie bruciata in meno rispetto alla media degli ultimi dodici anni. Resta però un equilibrio estremamente fragile, perché la foresta Amazzonica — che ospita la maggior parte della biodiversità terrestre e assorbe quantità gigantesche di carbonio — continua a subire i colpi dei cambiamenti climatici, delle siccità prolungate e di temperature sempre più alte che rendono la vegetazione secca come un fiammifero pronto a esplodere.
Nonostante i successi contro la deforestazione, Lula è criticato dagli ambientalisti per aver autorizzato trivellazioni petrolifere alla foce del Rio delle Amazzoni; la protezione della foresta resta quindi un percorso lungo e pieno di contraddizioni.
Fonte: lindipendente.online
