È arrivata la conferma ufficiale della NASA e della U.S. Space Force: il telescopio spaziale Swift è rientrato nell’atmosfera terrestre sopra la regione della Sumatra settentrionale, in Indonesia.
Si chiude così, alle 13:39 italiane, la parabola del satellite da circa 1.450 chilogrammi che per oltre due decenni ha rivoluzionato l’astronomia moderna tracciando le esplosioni più potenti dell’universo.
Il rientro e i dettagli della discesa
Come previsto dai modelli dell’agenzia spaziale, la gran parte della struttura del telescopio si è disintegrata e consumata per via del forte attrito con l’atmosfera durante la discesa.
Nonostante alcuni componenti particolarmente resistenti possano essere sopravvissuti all’impatto atmosferico precipitando al suolo, le autorità confermano che al momento non si documentano danni o il ritrovamento di frammenti.
Il rientro è stato accelerato negli ultimi mesi dall’aumento dell’attività solare, che ha aumentato l’attrito rendendo vano anche il tentativo di salvataggio tentato ad agosto.
Un’eredità di oltre 22 anni di scoperte
Progettato originariamente per una missione di soli due anni al momento del lancio nel novembre 2004, lo Swift ha superato qualsiasi aspettativa rimanendo operativo per ben ventidue anni.
Grazie alle sue capacità di ruotare e puntare rapidamente i fenomeni cosmici, il telescopio ha analizzato lampi di raggi gamma, supernove ed eruzioni di buchi neri.
Un contributo inestimabile che ha dato vita a più di 7.000 pubblicazioni scientifiche e la cui enorme mole di dati archiviati continuerà a nutrire la ricerca per molti anni a venire.
(Immagini generate con IA)
