Il problema sarebbe una frana dal Monte Saresano che lentamente si sta muovendo verso il Lago di Iseo. Si parla addirittura di allerta tsunami per Tavernola e paesi limitrofi; tanto che i comuni hanno dovuto aggiornare i piani di emergenza e avvertire la popolazione. Il rischio è concreto e già noto. Da decenni la situazione è sotto costante monitoraggio; ma ciò che sta destando preoccupazione è l’accelerazione del fenomeno con conseguenze visibili a occhio nudo. Si sono ad esempio aperte vere e proprie crepe nell’asfalto larghe una ventina di centimetri che non lasciano adito a dubbi sul fatto che qualcosa si stia muovendo.
A monitorare la situazione anche un team di esperti dell’Università Bicocca di Milano, tra cui Giovanni Crosta: «Verso la fine del 2020, poi a gennaio di quest’anno e ancora dopo la metà di febbraio la frana ha dato segni di risveglio, dopo che da alcuni anni era praticamente ferma; in alcune porzioni vi è stato uno scivolamento verso valle di circa due centimetri al giorno», spiega. La gravità della situazione dipenderà da quanti metri cubi di detriti cadranno in mare ed è difficile prevederlo. Gli esperti prevedono tre possibili scenari. il più grave con un crollo di oltre 2.000.000 metri cubi di materiale potrebbe scatenare un vero e proprio tsunami con onde fino a 5 metri di altezza. Gli altri due scenari sono meno tragici e non causerebbero grandi movimenti di acqua nel lago.
Per ora quindi si attendo tenendo tutti i sistemi di monitoraggio attivi: misure ottiche con laser, un radar che tiene d’occhio la superficie della frana in tempo reale e il monitoraggio visivo da parte di esperti che, tre volte al giorno, misurano l’apertura della frattura a monte della frana. L’attesa inquietante continua dunque, sperando che tutto si risolva in un piccolo buco nell’acqua.
