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Uovo di Pasqua: perché è il vero simbolo (prima del cioccolato)

Dai riti antichi al cioccolato torinese: un viaggio tra arte, storia e curiosità per scoprire perché l'uovo è il vero simbolo della Pasqua

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La Pasqua non sarebbe la stessa senza l’uovo. Certo, la colomba è il dolce della tradizione, ma il guscio di cioccolato resta l’oggetto più atteso. 

Anticamente l’uovo rappresentava il cosmo e la vita stessa: per gli Egizi era l’unione dei quattro elementi, mentre i Persiani ne fecero un dono per celebrare la primavera. 

Persino il mito della Fenice vi è legato, con l’uccello leggendario che rinasce da un nido a forma d’uovo.

 

Dal significato sacro all’iconografia classica

Con il Cristianesimo, questa simbologia è stata riletta come emblema della risurrezione: l’uovo appare immobile come il sepolcro di pietra, ma custodisce una vita pronta a sbocciare. 

Nel Medioevo iniziarono a diffondersi le uova colorate con erbe e fiori, tradizione che sopravvive nel mondo ortodosso con la tintura rossa del Giovedì Santo. 

Anche l’arte ne è rimasta stregata: Piero della Francesca, nella sua Pala di Brera, sospese un uovo di struzzo come simbolo di perfezione divina e verginità mariana, legandolo anche alla casata dei Montefeltro.

 

L’invenzione dell’uovo di cioccolato con sorpresa

L’evoluzione verso il gusto è più recente. Il cioccolato si impose tra Settecento e Ottocento, forse per volontà del Re Sole o per l’ingegno dei maestri torinesi, ai quali molti attribuiscono l’invenzione della sorpresa interna. 

Oggi questa icona assume forme incredibili, come l’uovo gigante in lana all’uncinetto di Santa Vittoria d’Alba, alto più di tre metri, a testimoniare come la tradizione sappia sempre rinnovarsi.

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