Affidare il giorno più importante della propria vita, quello del “sì”, a un algoritmo può rivelarsi un errore fatale. Lo dimostra il caso di una coppia di Zwolle, in Olanda, il cui matrimonio è stato ufficialmente annullato dal tribunale di Overijssel.
Perché il rito con ChatGPT non è valido
Secondo quanto spiegato dal Corriere della Sera, l’officiante, un conoscente della coppia, aveva chiesto a ChatGPT di scrivere un discorso “ironico e leggero”, dimenticando però di inserire gli obblighi giuridici previsti dall’articolo 1:67 del Codice Civile olandese.
Per i giudici, il testo generato dall’IA era troppo focalizzato sull’emotività e nullo sotto il profilo legale. Tra le promesse pronunciate durante la cerimonia del 19 aprile c’erano passaggi come: “Prometti che starai al fianco di [Donna] oggi, domani e ogni giorno che verrà? Di ridere insieme, crescere insieme e amarvi, qualunque cosa la vita vi riservi? Qual è la tua risposta?”.
Ma non solo: “[Donna], sceglierai di nuovo [Uomo] oggi? Per continuare a sostenervi a vicenda, a prendervi in giro, a resistere anche quando la vita si fa dura? Qual è la tua risposta?”.
Le promesse nuziali che hanno annullato il matrimonio
Mancando i termini “marito” e “moglie” e i consueti doveri reciproci, il rito è stato considerato una semplice messinscena priva di valore. Persino la chiusura, che definiva la coppia “soprattutto una squadra”, è stata giudicata insufficiente dal punto di vista giuridico.
La sentenza definitiva
A nulla sono valse le giustificazioni della difesa sulla buona fede dei presenti. Senza le parole giuste, il vincolo del matrimonio non esiste.
Se vorranno essere davvero marito e moglie, i due dovranno tornare davanti all’altare e, questa volta, seguire il manuale invece della tecnologia.
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