Il gergo aziendale può dare l’idea di competenza, ma non sempre aiuta a comunicare meglio. Parole come “deadline”, “call”, “framework” o “allineamento strategico” vengono usate spesso per rendere più sofisticato anche un messaggio semplice. Il risultato, però, può essere l’opposto: più distanza, più confusione e meno indicazioni concrete.
Quando le parole complicano il lavoro
Secondo una ricerca guidata da Shane Littrell della Cornell University e condotta su 1000 lavoratori, le persone più colpite dal gergo aziendale avrebbero meno capacità analitica e decisionale. In pratica, chi resta impressionato da formule altisonanti potrebbe fare più fatica a distinguere un contenuto chiaro da una frase solo apparentemente autorevole.
L’effetto autorevolezza
Il problema è che un linguaggio pieno di anglicismi e termini astratti può far sembrare più intelligente chi parla. Dire “framework”, “call” o “allineamento strategico” crea spesso un effetto di competenza immediata. Ma, se dietro quelle parole non ci sono azioni precise, il rischio è produrre solo frasi vaghe.
In molti casi, il gergo non chiarisce: copre. Parla di strategia, ma non sempre spiega cosa bisogna fare davvero.
La semplicità di linguaggio è una competenza
Quando la comunicazione è poco chiara, possono nascere problemi di comprensione e di allineamento sulle attività da svolgere. Parlare semplice, quindi, non è un limite. Al contrario, è una competenza preziosa, soprattutto sul lavoro: significa rendere le idee accessibili, ridurre i dubbi e aiutare le persone ad agire meglio.
