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105 MI CASA

Edoardo Leo: “Non c’è bisogno di un coma per diventare migliori”

L'intervista completa

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Edoardo Leo è tornato a 105 Mi Casa con Max Brigante per presentare “Se ami qualcuno dillo”, il nuovo film diretto da Marco Bonini, che vede nel cast anche Claudia Gerini e Giovanna Mezzogiorno.
Una commedia capace di far ridere e commuovere, nata da una storia vera che l’attore conosce molto bene: quella del padre di Marco Bonini, suo migliore amico fin dall’infanzia.
Dopo una serie di infarti e diversi mesi di coma, l’uomo, prima molto duro, poco affettuoso e legato a una mentalità maschilista, si era risvegliato completamente cambiato, ritrovandosi a dover imparare da zero anche i gesti più semplici.
Una vicenda che Edoardo Leo aveva vissuto da vicino quando aveva appena 18 anni e che, proprio per questo, inizialmente non voleva portare sul grande schermo.

«Io non volevo avere la responsabilità di fare il papà del mio migliore amico», ha confessato, spiegando di aver resistito per anni prima di accettare il ruolo.
Alla fine è stato proprio Marco a convincerlo, dando vita a un’esperienza che ha rafforzato ancora di più la loro amicizia.
Nonostante i due siano abituati a discutere animatamente quando scrivono insieme, sul set è successo qualcosa di diverso: Edoardo ha deciso di affidarsi completamente alla regia dell’amico, senza opporre resistenza.
Il risultato? Un rapporto di fiducia che ha reso le riprese ancora più speciali e un abbraccio finale che, come ha raccontato l’attore, porterà con sé per tutta la vita.

Ma “Se ami qualcuno dillo” non è soltanto il racconto di una rinascita: è soprattutto un invito a esprimere i propri sentimenti prima che sia troppo tardi.
Durante l’intervista, Edoardo Leo ha raccontato di essere rimasto particolarmente colpito dai commenti ricevuti dopo la pubblicazione del trailer, soprattutto da parte di chi rimpiangeva di non aver detto abbastanza spesso “ti voglio bene” ai propri genitori o ai propri figli.
Un tema che lo ha portato a riflettere su quanto possa essere difficile pronunciare certe parole, anche con le persone più importanti della nostra vita.
Eppure, una volta superato quel primo ostacolo, tutto diventa più semplice.
Tra i momenti più curiosi della chiacchierata, l’attore ha anche svelato alcuni retroscena tragicomici della storia originale, spiegando come Marco Bonini abbia scelto di raccontare gli aspetti più divertenti e poetici di una vicenda che avrebbe potuto trasformarsi in un film drammatico.
Spazio infine a una riflessione sul potere del cinema e sulla possibilità di cambiare: «Non c’è bisogno di una malattia, di un coma, per diventare migliori», ha sottolineato Edoardo, ricordando che ognuno di noi può imparare ad ascoltare gli altri e a guardare la vita da una prospettiva diversa.

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