C’è stato un momento preciso, lo scorso maggio, in cui Luchè ha capito che era arrivato il momento di provarci davvero: quando ha sentito che un pezzo poteva essere accolto, compreso, fatto proprio dal pubblico.
Da lì il passo verso il Festival di Sanremo è stato naturale, ma tutt’altro che semplice.
Sul palco dell’Ariston si è mostrato con un’identità artistica già definita, ma anche con un lato più umano e vulnerabile: emozionato, colpito dall’impatto emotivo di un palco che amplifica tutto, pensieri compresi.
“Labirinto”, il brano in gara, è la fotografia di questo stato d’animo: un intreccio mentale fatto di riflessioni e sovrappensieri.
