La splendida campagna che tutti i creativi dovrebbero vedere

“La creatività è libera, ma non gratuita”: ecco il video che vuole rompere la prassi consolidata dei progetti “On Spec”

Un campagna per i creativi, ma soprattutto per chi ai creativi si rivolge. Un video che ricorda che la creatività è libera, ma non gratuita. La campagna “Stop the On Spec Projects”, realizzata dall’agenzia di comunicazione milanese Fasten Seat Belt, si pone l’obiettivo attraverso un video molto significativo, di diffondere il concetto che i lavori devono essere pagati, prima, così come avviene per tutti gli impieghi.

Quello che succede nella realtà invece è diverso, perché spesso molti creativi, quindi ad esempio grafici, copy, videomaker, vengono chiamati ad elaborare prodotti di loro competenza, come format per eventi, claim, campagne pubblicitarie, al solo fine di concorrere per ottenere l’incarico. Nulla di certo insomma: il creativo impiega tempo e fatica nella speranza che il progetto venga approvato. Allora la campagna vuole dire stop a questa prassi, basta ai progetti “On Speculation” svilenti per chi ha lavorato e studiato come tutti per il proprio mestiere. L’agenzia Fasten Set Belt spiega che il punto è che “ogni creativo singolo, e ancora di più ogni agenzia creativa, deve affrontare a sua volta un budget di spesa per partecipare a queste gare. Gare che, solo se vinte, comporteranno un introito. Altrimenti, la sfida sostenuta sarà una voce di spesa senza ritorno”.

Da GQItalia fanno anche notare come, nonostante la gara non sia vinta, e dunque il creativo non retribuito, spesso il lavoro venga poi utilizzato per nuove campagne, ovviamente senza nulla dare a chi il proprio mestiere l’ha svolto.

Il video allora ripropone questa situazione per altri impieghi. Come sarebbe se in un bar, in un'edicola, si chiedesse di portare a casa un prodotto senza pagarlo, se non dopo aver verificato il nostro grado di soddisfazione?

Così l’agenzia ha detto No all’On Spec “perché dire no all’On Spec – dicono - significa costringere gli interlocutori, siano essi grandi brand o singole persone fisiche, a credere nel nostro lavoro, a scommettere sulla creatività che noi siamo in grado di dimostrare, senza “assaggiarci”, senza avere il privilegio gratuito di avere a disposizione diverse idee per un solo progetto, per poi pagarne una sola. Forse”.


Fonte: gqitalia.it

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