16 Marzo 2023
11 ore di volo senza un sospiro. Era morto.
Un’assistente di volo ha confidato cosa accade se dovessimo passare a miglior vita durante un volo commerciale. Fortunatamente non saremmo più in grado di accorgerci cosa sta succedendo, ma gli altri passeggeri sicuramente avrebbero da ridire.
Un’assistente di volo teoricamente è preparata a ogni evenienza, e, data la quantità di persone che volano ogni giorno per lavoro o per turismo, anche alla eventuale dipartita di un passeggero.
Ovviamente la prima pratica sarebbe tentare di rianimare la persona, con la tipica manovra di massaggio cardio polmonare o tramite il defibrillatore; se questa procedura di emergenza dovesse fallire, il comandante, che durante il volo è tale nel vero senso della parola, potrebbe decidere di deviare il volo verso l’aeroporto più vicino per raggiungere in extremis un ospedale.
A volte la morte è evidente, indiscutibile, pertanto sarebbe molto complesso riorganizzare un volo e una sosta con atterraggio non pianificato, quindi il pilota potrebbe decidere di procedere sino a destinazione (insomma, alla faccia del morto…).
Qui nasce l’inghippo, perché assistenti e piloti non sono autorizzati a dichiarare il decesso, e quindi il deceduto, non essendo ufficialmente morto, dovrebbe mantenere il suo posto e, nel caso di un volo affollato, nemmeno i suoi vicini potrebbero spostarsi.
Ovviamente non possono mettere il poveretto o la poveretta in stiva o in qualsiasi spazio dell’aeromobile non destinato ai passeggeri, tantomeno possono coprirgli o coprirle il viso, perché teoricamente inibirebbero la capacità respiratoria.
Quindi se decidete di lasciare questa valle di lacrime, fatelo prima o dopo, perché la sfortuna non è mai cieca e potrebbe rompersi il condizionatore.
Il protocollo è questo, seppure possa sembrare uno scherzo di cattivo gusto.