18 Giugno 2024
3mila euro al secondo spesi per le armi nucleari
In un mondo in cui povertà e crisi ambientale minano la sopravvivenza, che senso avrebbe spendere 3mila euro al secondo per realizzare armi nucleari?
Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha dichiarato in questi giorni in un’intervista rilasciata al Telegraph che l’alleanza atlantica sta valutando l’ipotesi di schierare più armi atomiche di fronte alla minaccia crescente di Russia e Cina.
Le sue dichiarazioni arrivano proprio nel giorno in cui l’ICAN (Campaign to Abolish Nuclear Weapons) pubblica il suo ultimo rapporto sulle armi nucleari, dove si legge che nel 2023 sono già stati spesi 10,7 miliardi di dollari in più per questi armamenti rispetto al 2022.
In particolare nel 2023 Cina, Francia, India, Israele, Corea del Nord, Pakistan, Russia, Regno Unito e Stati Uniti hanno speso complessivamente 173.884 dollari al minuto ovvero 2.898 dollari al secondo.
La quota di spesa totale degli Stati Uniti, pari a 51,5 miliardi di dollari, è superiore a quella di tutti gli altri Paesi dotati di armi nucleari messi insieme, e rappresenta ben l’80% dell’aumento della spesa per il settore nucleare.
Segue la Cina al secondo posto con 11,8 miliardi di dollari, Russia al terzo posto con 8,3 miliardi di dollari e Regno Unito con 8,1 miliardi di dollari, con un incremento per il secondo anno consecutivo del 17%.
Al momento attuale vi sarebbero, complessivamente, 12mila testate nucleari pronte all’uso: una vera e propria follia, come fa notare ad esempio Susy Snyder, coautrice della ricerca ICAN, visto che i soldi spesi avrebbero potuto essere utilizzati per combattere il cambiamento climatico e salvare dall’estinzione animali e piante che sostengono la vita sulla Terra.
Per non parlare poi del miglioramento della qualità della vita della popolazione umana, che in molti Paesi è ancora drammatica.
Tutti i dati del rapporto ICAN non vanno letti come semplici numeri, ma come tragici indicatori di una tendenza che aumenta costantemente l’effettivo pericolo di un impiego di armi che sarebbero devastanti per l’umanità.