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A 30 anni vive ancora con i genitori

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Non ne poteva più di quel figlio decisamente cresciuto, senza un titolo di studio, senza un lavoro e perennemente sulle sue spalle.

E malgrado l’indiscutibile rapporto affettivo, un padre di Torino, contro il parere della moglie, si è rivolto a un’avvocata per costringere il figlio 30enne senza arte né parte ad allontanarsi dalla casa familiare, dove per altro non contribuiva in alcun modo alle spese e alle faccende domestiche.

Il tribunale, accolte le motivazioni portate dall’avvocata Federica Viotto, ha così stabilito in 3 mesi il tempo massimo in cui il 30enne deve trovarsi una sistemazione indipendente.

Come ha spiegato l’avvocata a Fanpage.it, l’azione intrapresa voleva essere uno stimolo educativo, anche alla luce della relativa anzianità dei genitori del 30enne.

Dopo la scuola dell’obbligo il ragazzo non aveva intrapreso alcun percorso universitario o lavorativo, svolgendo di tanto in tanto qualche lavoretto ma per tempi molto brevi.

In aula il 30enne ha affermato di non essere indipendente e di non avere un reddito, ragioni insufficienti per il magistrato per farlo restare sotto al tetto familiare: non vi sarebbero infatti ostacoli che impediscano al giovane uomo di trovare un lavoro e di allontanarsi così dalla casa dei genitori.

E alla luce della firma di un contratto di tirocinio in una fabbrica, il magistrato ha disposto che entro 3 mesi il 30enne, occupando senza titolo la casa paterna, debba allontanarvisi in favore di altra sistemazione.

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