Lo aveva acquistato per 150 sterline (circa 175 euro all’epoca) a una piccola asta a Cambridge ed era un dipinto appartenuto a un uomo che stava svuotando la propria casa.
L’antiquario sessantenne pare avesse notato una firma in basso a destra decisamente sorprendente – Dalì – ma pensò si trattasse di uno dei tanti falsi in giro per il mondo.
“Non ero nemmeno sicuro di volerlo appendere al muro – ha poi dichiarato – mi piacciono le cose insolite, ma ci vuole amore vero per apprezzarle”.
Acquistato quindi on line un po’ alla cieca, solo al momento della consegna della tela l’antiquario ha notato un dettaglio che lo ha fatto insospettire ben più della firma Dalì, ovvero alcuni adesivi sul retro che indicavano la partecipazione a un’asta di Sotheby’s degli anni 90.
Lì nacquero i primi dubbi e di conseguenza le prime speranze.
Qualche mese dopo l’uomo riuscì a trovare il catalogo dell’asta e vide con stupore che era inclusa l’opera che aveva acquistato, già allora attribuita a Dalì.
Anche le misure coincidevano, 38×29 cm, e quindi decise di contattare Cheffins, la casa d’aste di Cambridge, che a sua volta si rivolse a uno dei massimi esperto del pittore, Nicolas Descharnes, che non fece che confermarne l’autenticità.
Il Vecchio Sultano, per stile, soggetto, i colori e il tipo di carta, corrispondeva perfettamente alle altre opere di Salvador Dalì.
Ora la casa d’aste venderà il dipinto il prossimo 23 ottobre e l’antiquario da un piccolo investimento di 150 sterline, potrà ricavarne dai 23mila ai 35mila euro.
Credits Cheffins/Cambridge – Salvador Dali, il Vecchio Sultano
