È voracissimo, è carnivoro, misura fino a 1 metro, si riproduce velocemente e, se viene tagliato in due, le metà continuano a vivere e a muoversi: è il vermocane (Hermodice carunculata), la nuova specie invasiva endemica del Mediterraneo che da un paio di anni vive nelle acque più calde dell’Italia del Sud.
Simile a un grande millepiedi colorato, il vermocane si aggrappa alle reti dei pescatori e si mangia tutto il pescato, si crogiola sugli scogli e, se toccato, è pure urticante a causa delle tossine contenute negli aculei di cui è ricoperto.
Ultimo dettaglio (non da poco), non è nemmeno buono da mangiare, a differenza del famigerato granchio blu.
La specie invasiva che sembra uscita da un film dell’horror, non è del tutto nuova per il Mediterraneo e addirittura se ne trova testimonianza nella mitologia greca, dove gli esemplari venivano descritti come cani senza zampe che strisciavano sui fondali divorando tutto ciò che incontravano.
Dopo averne studiate alcune peculiarità e vista la preoccupante invasione negli ultimi 3-4 anni nelle acque di Sicilia, Puglia e Calabria, gli scienziati hanno avvisato i pescatori, chiedendo loro di non provare a ucciderli con il coltello, di non toccarli a mani nude e di rigettarli in mare.
Il vermocane, secondo i biologi, sta proliferando a causa all’aumento della temperature dei mari, e la sua presenza può mettere a rischio tutte le riserve marine.
