Chi ha letto Isaac Asimov o Philip Dick avrà già iniziato a tremare, per tutti gli altri è sufficiente conoscere l’episodio accaduto a novembre 2021 a Austin, Texas, negli Stati Uniti, quando un ingegnere della compagnia americana di veicoli elettrici di Elon Musk è stato aggredito con violenza brutale da un androide.
Il robot aveva immobilizzato la vittima affondando gli artigli di metallo nel braccio, lasciandola a terra con una profonda ferita alla mano sinistra, fino a quando i colleghi, sotto shock, sono riusciti a spegnere il macchinario liberando l’ingegnere.
Il terribile incidente emerge attraverso un archivio di infortuni depositato alle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti, ma secondo la testata The Information quasi un lavoratore su 21 della fabbrica Tesla Giga in Texas è rimasto ferito nel corso del 2022.
I testimoni che hanno raccontato l’aggressione, hanno spiegato che il robot è stato progettato per afferrare e spostare intere parti di automobili in alluminio appena fuso e che solo premendo un apposito pulsante di arresto sono riusciti a salvare la vittima dal suo aggressore.
Hannah Alexander, avvocato dell’organizzazione no-profit Workers Defense-Project, ha precisato che il numero di infortuni di lavoratori che sono a stretto contatto con robot aziendali è decisamente sottostimato, e nel contempo Kent Massey, direttore dei programmi avanzati di HDT Robotics, ha affermato al New York Times che affinché i robot possano lavorare in modo più produttivo, devono poter essere in grado di lavorare più a stretto contatto delle persone. Questa è la ragione per cui i robot dovranno diventare più simili alle persone, con occhi, senso del tatto e intelligenza, e le aziende dovranno adottare misure più protettive.
Come la storia insegna, l’innovazione non va di pari passo con la sicurezza, quindi è normale pensare di dover affrontare molti incidenti simili a quello accaduto in Texas o al recente in Corea del Sud, dove un operaio è stato schiacciato perché scambiato per una scatola di peperoni.
La speranza di raggiungere la perfetta integrazione dell’intelligenza artificiale nei robot è tanta, ma il timore di dover affrontare scenari distopici in cui l’uomo possa soccombere nelle fabbriche del futuro è lecito.
