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7 Agosto 2019

Api e pelosi: una storia complicata

 Gli amici pelosi, cani e gatti per intenderci, condividono una caratteristica molto spiccata: la
curiosità.
Ogni cosa che si muove, sia essa viva o inanimata, attira la loro attenzione, innescando spesso una
caccia spietata che non sempre si conclude a favore del peloso, soprattutto quando l’oggetto
dell’inseguimento è un’ape.


Meravigliose creature oggi seriamente a rischio di estinzione, le api possono rappresentare un grave
rischio per il cane o il gatto che le molestano, ignorandone i pungiglioni e il veleno.
La maggior parte delle volte i cani vengono punti sul muso o sulla lingua, con conseguenze
devastanti che vanno da un pronunciato gonfiore fino alla chiusura delle vie respiratorie.
Se poi il peloso malauguratamente risulta essere allergico, la situazione si complica oltre modo,
tanto da richiedere un immediato intervento del veterinario.
Fatta eccezione per casi di punture multiple, allergie o in zone che coinvolgono la respirazione, la
puntura di un’ape è decisamente fastidiosa ma fortunatamente temporanea: innanzitutto occorre
verificare la presenza o meno del pungiglione, tentando di rimuoverlo nel caso sia ancora
conficcato.


Ma attenzione: non utilizzate una pinzetta che potrebbe provocare una ulteriore fuoriuscita di
veleno, bensì aiutatevi con le unghie o con un pezzo di cartone rigido.
Per il dolore è possibile preparare una miscela di acqua e bicarbonato di sodio da applicare sulla
zona colpita o fare un impacco di ghiaccio per ridurre, oltre al dolore, anche il gonfiore;
l’importante è tenere sotto osservazione il quadrupede per monitorare le sue funzioni vitali e,
qualora il gonfiore dopo alcuni giorni non accennasse a diminuire, recarsi dal veterinario.
Il gatto, in quanto a rischi, non è certo da meno e potrebbe risultare ipersensibile alle tossine
rilasciate dal pungiglione e subire uno shock anafilattico, un po’ come accade anche per gli umani.
Nella maggior parte dei casi fortunatamente i gatti non sono allergici e in caso di incontro
ravvicinato con un’ape sperimentano una reazione localizzata che si traduce in gonfiore
(tendenzialmente sul muso o su una zampa).

Ma quando ci si deve preoccupare?
Ovviamente, come per il cane, è bene portare il peloso dal veterinario in caso di dubbio, se il micio
ha vomito o diarrea, disorientamento, eccessivo e prolungato gonfiore, alterazioni della frequenza
cardiaca e/o della respirazione, fino al collasso.
Avrete tutti capito che non è possibile impedire al nostro amico a quattro zampe di inseguire un’ape
o un calabrone, ma quello che possiamo fare è di prestare attenzione ogni qual volta rientra dalla
passeggiata o dal giardino di casa, perché una semplice osservazione potrebbe salvargli la vita.

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