Risentire la voce di un proprio caro che non c’è più, farci addirittura due chiacchiere: questo promettono diverse aziende cinesi, annunciando un progetto che sfrutta i progressi dell’intelligenza artificiale.
La resurrezione digitale, così è stato rinominato il nuovo business, è la frontiera verso cui diversi colossi tecnologici cinesi si stanno lanciando, utilizzando campioni di voce, qualche foto e brevi interviste ai familiari dello scomparso per ricrearne una versione artificiale.
In verità già alcune agenzie di pompe funebri stanno sviluppando degli avatar che, soprattutto durante i funerali, recitano frasi di commiato; per ora sono immagini sbiadite, poco definite, simili per lo più a ologrammi, ma il desiderio di far tornare il caro estinto (seppure in una forma digitale) sta spingendo molte aziende a investire in tecnologia sempre più avanzata per garantire, a chi lo desidera, un contatto sempre più realistico con il defunto.
Al momento attuale, oltre alle app che simulano la chat con un parente scomparso e visori a realtà aumentata che permettono anche di vederlo, è presente su diverse lapidi dei cimiteri di Shanghai un codice da scansionare con lo smartphone per rivedere e riascoltare i propri cari.
Senso del macabro? Inquietante legame con il passato? Difficoltà ad accettare una perdita?
In realtà, per coloro che non lo sapessero, all’inizio del XIX secolo era usanza realizzare dagherrotipi (le prime fotografie) con i trapassati: posizionati su una poltrona o sul letto, incipriati come per una cerimonia, venivano ritratti a fianco dei familiari prima della sepoltura, come ricordo.
E del resto ricordare è un’esperienza totalmente umana, così come il desiderio di rivivere, anche solo attraverso una fotografia o un video, i momenti con chi non c’è più. Il vero problema, semmai, è legato agli aspetti psicologici della cosa: conversare con versioni artefatte dei nostri morti potrebbe prolungare il dolore, creando uno scollamento pericoloso con la realtà.
In un futuro non troppo lontano, probabilmente dovremo decidere anche come voler essere ricordati dopo la nostra morte: versione tradizionale o, per chi lo desiderasse, come simpatico avatar.
