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Arriva la sugar tax

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Inizialmente prevista per il 2026, è invece già pronta a entrare in vigore il primo luglio del 2025: parliamo della sugar tax, ovvero l’imposta sulle bevande zuccherate introdotta con l’obiettivo di contrastare l’obesità e tutte le patologie legate al consumo eccessivo di zuccheri.

La misura, che colpirà il consumo di bevande analcoliche edulcorate nella misura di 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e 0,25 euro per kg nel caso di prodotti che andranno diluiti, ha già suscitato diverse polemiche da parte delle imprese interessate all’imposta, definita inutile e dannosa, oltre che di difficile applicazione.

Secondo il presidente degli industriali delle bibite Giangiacomo Pierini, il 2023 si era già chiuso con un calo dei volumi del 5%, e questo dopo anni di difficoltà dovuti alla pandemia che aveva azzerato i consumi fuori casa.

Ma non solo: il 64% delle imprese del settore sono piccole e medie aziende e la tassa, che entrerà in vigore proprio alla vigilia dell’estate 2025, avrà effetti devastanti sull’intera filiera, dal mondo agricolo (dove si assisterà a un ridotto acquisto di frutta) fino alla distribuzione.

La sugar tax, che stando al testo della norma depositata è stata rinviata per la settima volta, sarà applicata in maniera soft dal primo luglio 2025, per poi essere applicata in maniera completa il primo luglio 2026.

Sarà sufficiente far pagare di più ai consumatori succhi di frutta e bibite zuccherate per scongiurare i rischi legati alla salute, oppure si tratta di un inutile e pericoloso (per aziende e indotto) balzello?

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