28 Luglio 2026
Birra, in calo la produzione mondiale
Si beve meno birra in tutto il mondo e la sua produzione è diminuita, se si fa eccezione per l’Africa dove si assiste al contrario a un leggero aumento.
In Germania, da sempre il più grande mercato dell’Europa occidentale, la produzione di birra nel 2025 è diminuita di circa il 5,6%: un fatto storico, visto che è la prima volta che il Paese registra un calo delle vendite, scese sotto la soglia degli 80 milioni di ettolitri.
Nel resto dell’Unione Europea non va meglio e la produzione totale è diminuita del 3,1%.
L’Italia rappresenta un caso a sé, come spiega AssoBirra: la produzione nazionale è calata rispetto alla concorrenza estera, ma si assiste a una forte crescita del segmento analcolico, che tra il 2024 e il 2025 ha quasi raddoppiato la sua quota di incidenza sul mercato.
Nel resto del mondo, dove a trainare il settore sono Cina, Stati Uniti, Brasile, Messico e Russia, la produzione è diminuita dello 0,7% nelle Americhe, dell’1,2% in Asia per effetto del trend negativo della Cina.
Ma perché sta calando la produzione di birra?
Il motivo principale, secondo gli esperti, è legato principalmente al calo della produzione globale del luppolo: solo nel 2025 la superficie coltivata è diminuita del 5,5% (52.660 ettari di terreno) e il volume di raccolta del 3,8%.
A questa motivazione si aggiunge un fenomeno legato al cambiamento delle abitudini dei consumatori, pare sempre più indirizzate a una maggiore consapevolezza del benessere fisico.
Dovremo dire addio alla birra?
BarthHaas, il più grande commerciante di luppolo al mondo, al riguardo è prudente: la produzione di birra si stabilizzerà, ma non si prevedono slanci di ripresa.
In buona sostanza la produzione rimarrà invariata nel 2026, pur con una leggera tendenza al ribasso.