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13 Agosto 2020

Cani profumati? Anche no!

Il mondo del cane si è arricchito di una quantità di gadget, accessori e cibi strabiliante: basti verificare quanti mega store esistono in una sola città e quanto siano frequentati.

Al loro interno, tra i reparti di guinzaglieria, cucce, crocchette, lattine di umido, giochi e vestitini, esiste una sezione dedicata alla toelettatura: spazzole, guanti rimuovi pelo, shampoo e, ahimè, i profumi.

Orrore, direbbero gli etologi!

In effetti, a pensarci bene, siamo onesti: questi megastore appagano più noi umani che i nostri animali (eccezion fatta per il cibo).

Dopo la moda dei cappottini e dei maglioncini di ogni taglia e colore (utili in realtà solo per cani effettivamente freddolosi che vivono in paesi particolarmente freddi), quella dei profumi risponde principalmente a un vezzo solo nostro.

Avvicinare il nostro peloso e sentire, per esempio, odore di borotalco, ci riempie di buon umore, ma credete sia rispettoso per un animale che in natura vive basandosi sul suo olfatto?

Cosa fanno due cani che non si conoscono, quando si incontrano per la prima volta? Si annusano.

Cosa fa un cane quando rientriamo in casa? Oltre a farci le feste, ci annusa.

E quando esce in passeggiata, come sceglie il posto dove fare pipì? Annusando.

E noi cosa pensiamo bene di fare? Di azzerare i suoi odori o peggio di mascherarli con lozioni e spray profumati.

Ogni cane possiede un proprio odore, un po’ come noi umani possediamo impronte digitali: potremmo affermare che l’odore di un cane è la sua carta di identità.

Dice di che sesso è, quanti anni ha, se sta bene oppure no, se ha mangiato e cosa, e se è ben disposto o arrabbiato.

Il cane possiede oltre 200 milioni di recettori olfattivi (considerate che l’uomo ne ha 5 milioni) e provate a immaginare come potrà sentirsi ad annusare il profumo che noi gli abbiamo spruzzato addosso: un odore talmente intenso da procurargli disagi o addirittura danni olfattivi o dermatologici. Ma non solo: i suoi simili potrebbero non “riconoscerlo” più e attaccarlo o escluderlo.

I cani di contro hanno odori più o meno piacevoli e a questo dobbiamo rassegnarci; quello che dovrebbe invece metterci in allarme è un odore sgradevole che insorge all’improvviso.

Facciamo qualche esempio: eventuali carie o problemi digestivi, appesantiscono l’alito e il cane, leccandosi, trasferisce quell’odore al pelo.

Le orecchie: le controllate spesso?

Qui si possono annidare batteri e sporcizia, tanto da farle puzzare; una cattiva alimentazione potrebbe inoltre provocare un eccesso di sebo che può portare, oltre che a cattivi odori, a otiti dolorose.

Quindi premesso di annusare sempre il nostro cane per capire come sta, ricordiamo di non cedere alla tentazione di utilizzare profumi su di esso che, benché “studiati” apposta per lui, potrebbero essere dannosi.

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