27 Marzo 2023
Cascata di sangue al polo
Finalmente il flusso d’acqua rosso sangue che sgorga nelle valli secche di Mc Murdo, in Antartide, sembra aver trovato una spiegazione.
Sono decenni che il mistero avvolge le cascate di sangue, esattamente dal 1911, quando il geologo Thomas Griffit Taylor, le ha scoperte.
Si è detto di tutto, partendo da teorie scientifiche, che attribuivano il colore rosso arancio ad alghe coloranti, alle ipotesi più fantascientifiche che le identificavano come portali alieni, per finire con la teoria di una conduttrice televisiva che ipotizzava che anche i ghiacciai avessero il ciclo.
Oltre al colore, che faceva apparire il ghiacciaio come la scena di un crimine, c’era un secondo mistero: l’acqua, nonostante la temperatura segni meno 20, scorre e non ghiaccia.
Grazie a ricercatori dell’università Alaska Fairbanks, tra i quali una esploratrice di National Geographic, si è appurato che l’acqua è salata, oltre il doppio dell’acqua di mare, e che oltre al sodio contiene molto ferro, minerale che venendo a contatto con l’ossigeno dell’aria si ossida, assumendo un color ruggine, da qui la tonalità rossastra. Per quanto non sembri logico, l’acqua salata nel processo di congelamento emana calore, questo rende possibile e quasi unico il fenomeno dello scorrimento dell’acqua sul ghiacciaio.
Ad oggi le Blood Falls, ossia cascate di sangue, sono l’unico “fiume” che scorre in un luogo così freddo, rendendole un fenomeno unico sul pianeta terra, oltre che l’ennesimo spettacolo che la natura incontaminata ci sa regalare.