13 Ottobre 2023
Cosa sopravvive di noi dopo la morte
Qualcuno avrà già pensato all’anima, altri ai ricordi, ma la rivista Ecological Process fornisce una risposta decisamente meno poetica: di noi, dopo la morte, rimangono miliardi di batteri, funghi, virus e protozoi che ci accompagnano dalla nascita, ovvero, in una parola, il microbiota.
La microbiologa ambientale Jennifer DeBruyn, dell’Università del Tennessee, descrive il momento di passaggio dalla vita alla morte come un insieme di cambiamenti che riguardano il nostro corpo: il cuore cessa di battere, la mancanza dell’afflusso di sangue e di ossigeno porta le cellule all’autolisi, un processo di digestione che finisce per distruggerle, e tutti i batteri che si trovano nel nostro organismo si trovano progressivamente senza nutrimento.
E che fanno? Non avendo più la possibilità di cibarsi grazie alla nostra digestione di alimenti, cominciano a nutrirsi con i prodotti di scarto delle cellule: è proprio in questa fase che avviene la decomposizione.
In parole povere? I batteri e i microorganismi che combattevano con noi le infezioni e ci aiutavano a digerire, mangiano il nostro cadavere.
Nulla va quindi perduto, i nostri miseri resti vengono riciclati e digeriti dai batteri che, una volta trovato un nuovo organismo, daranno vita a una nuova colonia batterica.
Una porzione infinitesimale di noi, se proprio vogliamo vedere il lato romantico di questo processo naturale, rimarrà per sempre.