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Da gennaio 2026 a oggi, i treni ad alta velocità hanno accumulato 14 mesi di ritardo

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Chi normalmente viaggia in treno conosce benissimo il problema, ma se vi fosse ancora qualche dubbio, l’incredibile dato che arriva dal dossier AltraVelocità parla chiaro: da gennaio a settembre il 64,5% delle corse è arrivato in ritardo.

Questo si traduce per la precisione con 595.715 minuti di ritardo, vale a dire 9.929 ore di ritardo, ovvero (e questo dato si rivela inquietante) 13,6 mesi di ritardo.

Il dossier AltraVelocità curato e presentato da Chiara Calore per Europa Radicale evidenzia un tempo infinito trascorso dai passeggeri in attesa o a bordo delle carrozze.

Su un totale di 60.383 corse monitorate e 304 treni distinti presi in considerazione su 249 giorni, il 65.5% delle corse è arrivato in ritardo, praticamente quasi 2 Frecce su 3 viaggiano fuori orario.

I ritardi evidenziati non si limitano solo a manciate di minuti, bensì si parla di ritardi superiori ai 30 minuti o all’ora.

Quel che è peggio, se mai ve ne fosse bisogno, è che il trend da gennaio a oggi mostra un progressivo peggioramento delle linee, confermando l’ipotesi che la situazioni non derivi tanto da guasti isolati o casi di maltempo, bensì sia lo specchio di un problema strutturale importante.

Il primato del treno meno puntuale d’Italia spetta al Frecciarossa 8524 Roma Termini – Bolzano, in orario solo 3 volte su ben 239 corse, e con un ritardo medio fisso di 18 minuti, ma anche il Frecciarossa 8508 Roma Termini – Brescia, 120 corse consecutive tra aprile e agosto con ritardi medi di 12 minuti, non scherza.

Vi sono poi i casi eccezionali come quello del Frecciarossa 8311 Roma Termini – Bari Centrale, che il 3 maggio è arrivato in Puglia con 416 minuti di ritardo (6 ore e 56 minuti di attesa), del Frecciarossa Roma-Lecce, medesimo giorno e 371 minuti di ritardo, e del Bolzano-Roma Termini del 28 febbraio, 397 minuti di ritardo.

Già, c’è qualcosa che non va.

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