Chi non conosce Super Mario, il celebre personaggio dei videogiochi della Nintendo, ideato nel 1981 dall’autore di giochi giapponese Shigeru Miyamoto e diventato in poco tempo il più amato in assoluto?
L’iconico idraulico con tuta blu, maglietta e cappello rossi, guanti bianchi e baffi neri è la mascotte ufficiale della Nintendo e ormai compare in oltre 200 giochi, ma oggi se ne parla poiché, secondo alcuni ricercatori tedeschi, i videogame che lo vedono come protagonista potrebbero aumentare il benessere e migliorare i disturbi cognitivi dei gamer.
In particolare è proprio Super Mario Odyssey a essersi rivelato un ausilio importante per trattare i sintomi della depressione maggiore.
Nell’esperimento condotto in Germania, per 6 settimane 46 persone affette da depressione clinica sono state suddivise in tre gruppi, dove il primo ha giocato al celebre videogioco, il secondo ha completato un programma di recupero cognitivo e il terzo ha ricevuto il trattamento standard di psicoterapia e farmaci.
Le persone scelte per giocare a Super Mario Odyssey hanno dimostrato le maggiori riduzioni dei sintomi depressivi e addirittura dopo 6 settimane solo il 57% di esse ha riportato ancora alti livelli di disturbi.
In generale, hanno spiegato i ricercatori, i videogiochi 3D aumentano le funzioni cognitive degli adulti sani e, seppure con cautela, hanno il potenziale per agire come intervento “conveniente e fattibile” in associazione alle terapie tradizionali normalmente usate per trattare la depressione.
Già nel 2020 la Food and Drug Administration statunitense aveva approvato EndeavorRX come supplemento alle cure tradizionali per i bambini con disturbo da deficit di attenzione e iperattività, ma l’attuale ricerca suggerisce che i videogiochi che evocano emozioni positive, si rivelano anche un ottimo supporto per la fisioterapia, la gestione del dolore e la riduzione dell’ansia.
