In molti Paesi Europei i concerti hanno già ripreso e da diversi mesi, sia all’aperto che al chiuso, così come le serate nelle discoteche.
In Italia questo ancora non avviene e addirittura sembra che la proposta di riaprire i locali non sia stata inclusa tra quelle arrivate in questi ultimi giorni dal comitato tecnico scientifico che si sta occupando della questione.
Da oltre un anno e mezzo il settore è in enorme difficoltà, con locali chiusi, artisti senza contratti e con un malcontento diffuso per il fatto che con una campagna vaccinale così estesa, i green pass operativi e i contagi al momento sotto controllo, si perseveri a rimandare ulteriormente la riapertura dei luoghi di spettacolo di musica dal vivo e delle discoteche.
Prudenza quindi non giustificata?
In particolare le discoteche sono protagoniste di una vera e propria agonia: a suscitare perplessità, pare, sono gli impianti di aerazione insufficienti, specie in inverno, e i controlli sui limiti alle capienze e sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione.
I contributi a fondo perduto per le attività chiuse previsti dal sostegno Bis (ben 140 milioni di euro sul piatto) devono ancora arrivare sui conti di coloro che ne hanno diritto, come i gestori di discoteche e balere.
Un terzo delle imprese sarebbe già fallito, informa non senza rammarico Maurizio Pasca, il Presidente della Silb-Fipe della Confcommercio, e gli aiuti dello Stato non bastano, tanto che è già allarme usura.
