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Due giovani su tre vivono con mamma e papà

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Se negli ultimi 10 anni 97mila giovani laureati hanno fatto le valigie e si sono trasferiti all’estero, oltre 2 giovani su 3 di età compresa tra i 18 e i 34 anni non solo non hanno lasciato l’Italia, ma sono restati in casa con i genitori.

L’ultimo rapporto annuale dell’Istat presentato nei giorni scorsi mette in evidenza la difficoltà dei giovani a inserirsi nel mercato del lavoro e crearsi una indipendenza.

Il fenomeno riguarda tutta l’Europa ma, come si legge nei dati a confronto con tutti gli altri Paesi, l’Italia si colloca al quarto posto per quota di giovani che rimangono nella famiglia di origine più a lungo, subito dopo Croazia, Slovacchia e Portogallo.

I motivi sono per lo più legati a difficoltà economiche, a lavori precari e alla difficoltà di trovare un alloggio a prezzi accessibili.

Il fenomeno ha subito un’accelerazione soprattutto dopo la crisi del 2008-2012 e più recentemente dopo il Covid, e rappresenta un tassello di un mosaico molto più complesso, dove le dinamiche generali della popolazione e il posticipo dell’età pensionabile hanno contribuito a un invecchiamento dei dipendenti delle aziende e a un rallentamento del riciclo della forza lavoro.

Di fronte a difficoltà di ogni tipo, la casa di famiglia resta ancora per molti un porto sicuro dove restare fino a che non si è pronti ed equipaggiati per prendere il largo.

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