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Far credere che Babbo Natale esiste può causare danni

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Un gruppo di accademici australiani ha avvisato del rischio che molti genitori corrono, perpetuando l’idea dell’esistenza di Babbo Natale ai propri figli.

Parrebbe che non rivelare che il magico vecchietto vestito di rosso e portatore di regali nella notte più emozionante dell’anno non esista, provochi danni nello sviluppo cognitivo dei bambini, incapaci di distinguere così ciò che è reale da ciò che è frutto di immaginazione.

In buona sintesi: dire che Babbo Natale esiste, equivale a incoraggiare i propri figli a credere a bugie moralmente ambigue (stando alle parole del dott.Shahaeian).

Se è pur vero che la leggenda di Babbo Natale, degli elfi e delle renne, incoraggi l’immaginazione, è altrettanto vero che con il protrarsi di questa credenza si mini la capacità di critica dei bambini.

Ma non solo: una volta scoperto l’inganno, molti giovani soggetti si sentiranno traditi e frustrati, soprattutto se già grandicelli.

Perché nascondere i sacrifici di comprare regali per i propri figli, delegando tutto a un immaginario nonnino buono che abita nel Polo Nord?

La risposta noi ce l’avremmo ed è perché non esiste magia più bella di quella del Natale: chi non vorrebbe ancora per una volta credere a Babbo Natale e attenderlo con impazienza?

I rituali offrono delle opportunità straordinarie di sognare e sono capaci di farci sentire meno soli, anche quando siamo grandi e soli lo siamo per davvero.

Voi avete scritto a Babbo Natale quest’anno? Noi sì!

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