12 Marzo 2024
Fenomeno amici in affitto
Una passeggiata, due chiacchiere, una birretta, un cinema, una corsa nel parco o semplicemente un boccone in pausa pranzo: queste sono alcune delle attività più richieste a coloro che per pochi euro all’ora offrono compagnia a chi è solo.
Il fenomeno amici in affitto è nato in Cina, un paese da 1,4 miliardi di abitanti, poco tempo a disposizione e scarse occasioni per farsi nuovi amici; per combattere solitudine, stress e ritmi frenetici del lavoro alcuni giovani hanno iniziato a pubblicare annunci sui social più celebri, come Douyin e Xianohongshu, mettendo a disposizione per cifre esigue il proprio tempo libero e la propria compagnia.
Ed è stato un successo.
Oggi il fenomeno amici in affitto ha un nome, dazi, termine che deriva dal dialetto dell’area cinese di Jiangnan e attualmente il più cercato sul web, con oltre 200milioni di visualizzazioni; dazi, che si può tradurre con compagno, appare abbinato ad altre parole significative, come cibo, attività sportiva, shopping, studio e videogame, andando a sottolineare, oltre al tipo di compagnia che viene offerto, le mutevoli dinamiche di interazione sociale che caratterizzano le nuove generazioni.
Il successo del dazi sta, banalmente, nella sua semplicità: niente complicazioni, niente giudizi, niente legami e quindi nessun investimento emotivo.
Insomma, la nuova frontiera dei rapporti sembra essere proprio il dazi, al confine tra amicizia e conoscenza, e con l’unico obiettivo di colmare un gap, sintomo di una società sempre più individualista e sola.
Alcuni giovani arrivano a guadagnare fino a 15 euro all’ora per giocare a badminton o fare attività fisica, andare insieme in biblioteca o a un cinema, e poi, a missione conclusa, ognuno a casa propria.