Sta già pensando di fare ricorso, il 40enne di Treviso che si è trovato invischiato nella rigida applicazione dell’articolo 187 del codice della strada che punisce non solo la guida in condizioni alterate, ma anche la semplice assunzione avvenuta diversi giorni prima.
L’uomo si trovava alla guida del proprio veicolo quando il mezzo proveniente da una laterale, non rispettando la precedenza, lo urta; i due protagonisti dell’incidente bisticciano, non si mettono d’accordo, non firmano la constatazione amichevole e chiamano i Carabinieri.
E qui succede il peggio.
Le forze dell’ordine invitano i due automobilisti a recarsi nell’ospedale più vicino per poter procedere ai test sul consumo di alcol e stupefacenti.
Il 40enne risulta positivo al consumo di marijuana, consumata effettivamente fumando uno spinello 3 giorni addietro, condizione più che sufficiente per vedersi sospendere la patente.
Il nuovo disposto dell’articolo 187 del codice della strada fortemente voluto dal Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, prevede che la sospensione del documento di guida avvenga non necessariamente e non solo in condizioni di alterazione psicofisica, ma anche se il consumo è avvenuto parecchi giorni prima.
Il legale del quarantenne, l’avvocato Fabio Amadio, ha deciso di presentare una eccezione di incostituzionalità della Legge: “non c’è nessuna logicità nel disposto – dichiara – una persona può aver fatto uso di droghe giorni prima e non essere in alcun modo sotto gli effetti: manca un rapporto di causa effetto e inoltre non esiste un limite tabellare, come invece esiste per gli alcolici”.
