Sostenibilità anche dopo la dipartita? In Australia a Sidney una donna è stata sepolta in una bara composta da funghi in modo che il suo feretro, nel giro di 45 giorni, possa iniziare a essere nutrimento per il terreno.
L’idea arriva da Bob Henrikx, trentaduenne a capo della start up olandese Loop Biotech, che ha sviluppato l’idea della cassa funebre sostenibile.
In breve il feretro viene prodotto unendo il micelio (apparato vegetativo dei funghi) a fibre di canapa derivanti da scarti agricoli; il tutto viene compattato in uno stampo e a distanza di una settimana si ottiene la bara ecologica.
A differenza delle casse comuni che si decompongono in circa 50 anni, la cassa sostenibile inizia a fondersi con il terreno dopo soli 45 giorni, diventando ben presto una cosa unica con il suolo e, soprattutto, evitando di inquinarlo.
L’impatto ecologico delle pratiche funerarie tradizionali è rilevante in Australia, dove si registrano circa 200mila funerali all’anno.
Le cremazioni superano le sepolture a causa del loro costo inferiore, ma anche una sola cremazione può liberare in atmosfera oltre 100 kg di anidride carbonica.
Ed è proprio in Australia che è stato presentato un disegno di legge per legalizzare il compostaggio umano nel Nuovo Galles del Sud, primo stato del Paese ad autorizzare questa nuova pratica sostenibile.
