Artigianale è quella rassicurante parola spesso usata con troppa leggerezza per accaparrarsi la fiducia dei consumatori.
Un esempio calzante è quello delle gelaterie, dove dietro a quella parola talvolta c’è l’inganno e i gelati vengono realizzati con polverine e preparati industriali.
Tra le norme introdotte dalla legge per le piccole medie imprese c’è un cambiamento che riguarda proprio l’utilizzo del termine artigianale nelle pubblicità di prodotti e servizi: qualora dietro quella parola non ci fosse realmente un artigiano e le sue competenze, il prezzo da pagare diventa molto salato.
Chi utilizzerà infatti il termine impropriamente, rischierà una sanzione pari all’1% del fatturato, con un minimo di 25mila euro.
Il gelato, per essere artigianale, non potrà più essere fatto con polveri misteriose, ma in un vero e proprio laboratorio dove l’artigiano pesa, miscela e assaggia il prodotto che verrà poi offerto ai clienti.
E così per tutte le altre categorie merceologiche dove per tanto tempo la parola artigianale è stata usata erroneamente: come mobilifici e sartorie, ad esempio.
Si tratta di tutelare il consumatore, ma anche il vero artigiano.
