24 Marzo 2025
Gli esseri umani stanno perdendo capacità cognitive
Un’evoluzione che puzza di involuzione, quella dell’essere umano, il cui ritratto emerso dai risultati di alcuni dei test più utilizzati per misurare le capacità cognitive è sconfortante.
Da almeno un decennio infatti le competenze matematiche e linguistiche nei paesi sviluppati mostrano un calo costante: solo in Italia ad esempio i test PISA (Programme for International Student Assesment) e dell’OCSE, hanno mostrato un miglioramento medio delle conoscenze dei 15enni fino al 2012, per poi subire una brusca discesa che continua ancora oggi.
I grafici pubblicati all’interno di un articolo apparso sul Financial Times mostrano come la perdita di capacità cognitive sia un fenomeno a livello mondiale e non solo tra i giovanissimi.
I testi PIACC, che misurano a livello internazionale le competenze linguistiche, matematiche e di problem soling della popolazione tra i 16 e i 65 anni, a loro volta hanno mostrato un calo significativo un po’ ovunque.
Tutti questi risultati, letti insieme all’aumento dei dati relativi alle difficoltà di apprendimento e di attenzione registrato a partire dal 2010, lasciano prevedere una umanità del futuro sempre meno intelligente.
Qualcuno sta già facendo coincidere l’inizio dell’involuzione con l’aumento dell’utilizzo di internet: del resto il cervello umano non può cambiare in un tempo così breve, ma il substrato culturale sì.
Il punto di svolta non a caso è rappresentato da quel 2012, periodo in cui a livello mondiale c’è stata una rivoluzione nell’ambito della comunicazione, supportata sempre più da devices, laptop, smartphone, e simili.
I ricercatori sottolineano in tutti i casi che internet, se ben gestito e utilizzato, non può essere dannoso per la specie umana; i veri problemi inizierebbero con una presenza sempre più ingombrante della tecnologia (declinata in social network, internet mobile, contenuti fake) che hanno reso l’utente medio un fruitore passivo.
L’avvento dell’AI risulta così elemento di forte preoccupazione in un contesto come quello attuale, dove con la promessa di alleggerire l’uomo dalle fatiche cognitive, avanza lo spettro di un individuo sempre più stupido e incapace di utilizzare il proprio cervello.