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Gli ex parlamentari che rivogliono il vitalizio

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A distanza di 6 anni dalla delibera che ha cambiato definitivamente il sistema dei vitalizi parlamentari, 1300 ex parlamentari hanno fatto ricorso per riottenere ciò che è stato loro tolto prima del taglio deciso dal Movimento 5Stelle.

La richiesta, molto semplice, è quella di riavere un vitalizio che viene considerato alla stregua di una pensione.

Il vitalizio non è un regalo – precisa il legale Maurizio Paniz, già parlamentare Pdl-Fi, patrocinatore dei ricorsi di circa 650 deputati – bensì un trattamento pensionistico legittimo. Anche i parlamentari, come tutti i politici che dedicano decine di anni all’attività pubblica, hanno diritto ad avere un trattamento pensionistico”.

Tra i nomi di coloro che hanno chiesto di riavere il vitalizio ci sono volti noti come Paolo Guzzanti, Claudio Scajola, Fabrizio Cicchitto, Claudio Martelli, Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino e Ilona Staller (ovvero Cicciolina).

Dopo anni di contenzioso, basti pensare che dei 1300 richiedenti circa 200 purtroppo sono deceduti, si è arrivati alle battute finali: mercoledì 2 luglio a Montecitorio si è tenuta la prima udienza, domani giovedì 10 luglio si riunirà la Camera di Consiglio e la decisione finale potrebbe arrivare la prossima settimana.

Se i ricorrenti dovessero averla vinta, il ministro dell’Economia si troverebbe a dover ricalcolare i contributi di tutti, con conseguente uscita onerosa dalle casse pubbliche (si stimano miliardi di euro).

Secondo l’Associazione ex parlamentari il ricorso riguarda una minoranza che subisce ancora un trattamento fortemente discriminatorio rispetto alla maggioranza dei deputati e a tutti i senatori per i quali dagli organi del Senato è stato applicato il Principio costituzionale della legittima aspettativa.

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