Piccoli e velocissimi, i criceti sono roditori noti per accumulare quantità straordinarie di semi e frutta nelle loro tane, realizzando delle vere e proprie riserve di cibo.
Ma quello che molti non sanno, è che i criceti hanno una resistenza all’alcol superiore a quella della maggior parte degli umani.
Gli studi su questa bizzarra caratteristica sono iniziati negli anni 50, quando gli scienziati hanno scoperto che i criceti erano soliti ingurgitare razioni di frutta e semi talmente fermentati da contenere una concentrazione di alcol elevata.
E non solo ai piccoli roditori piace l’alcol, ma viene tollerato abbondantemente: basti considerare che in media sono in grado di consumarne 18 grammi per chilo di peso, l’equivalente di un litro e mezzo di un alcol di mais modificato a 95 gradi.
E chi li batte?
Recentemente Gwen Lupfer, psicologa dell’Università di Alaska Anchorage, ha pubblicato uno studio in cui precisa che la propensione dei criceti a bere ingenti quantità di alcol senza mostrare il minimo segnale di disagio come ad esempio il barcollamento, dipende dalla struttura particolarmente resistente del loro fegato: solo piccole quantità di tossine finiscono nel loro sangue e il resto è utile ad affrontare gli inverni rigidi.
