Con la richiesta di risarcimento di 6 milioni di dollari a favore di una donna di 20 anni che lamentava di aver maturato una vera e propria dipendenza da social network, il tribunale di Los Angeles ha creato un precedente epocale.
Meta e Google, perdendo una causa storica, sono risultati così colpevoli di aver creato una struttura che crea una dipendenza paragonabile a quella che si sviluppa nei confronti del tabacco.
E non è un caso che media come la CNN parlino di Tobacco Moment per i social network, riferendosi alla consapevolezza che queste piattaforme siano state costruite per generare dipendenza alla stregua delle sigarette.
Il rischio ora qual è?
Ovviamente che la storica sentenza dia il via a una valanga di cause da gestire.
La storia della donna, indicata solo con il nome Kaley, approda al tribunale insieme a quella di altri tre utenti e riguarda non tanto un preciso contenuto incontrato durante lo scroll quotidiano, ma la struttura stessa del social, in questo caso Instagram.
La donna, supportata dai familiari, ha riferito di aver passato sul social anche 16 ore al giorno, dimostrando quindi una dipendenza radicale.
Il tribunale di Los Angeles ha stabilito un risarcimento pari a 4,2 milioni di dollari per conto di Meta e 1,8 milioni di dollari per YouTube.
E non si tratta di un caso a sé stante, visto che negli stessi giorni il tribunale del New Mexico ha condannato Meta al pagamento di 375 milioni di dollari per non aver protetto abbastanza i minori, sostenendo la tesi che i protocolli della piattaforma abbiano favorito i contatti con i predatori sessuali.
Dal lato colossi, Meta commentando la sentenza spiega che non è d’accordo con il verdetto e che farà appello, che la salute mentale dei ragazzi è estremamente complessa e non può essere legata a una singola app.
Google, parlando di YouTube, che ormai è sempre meno social network e più piattaforma di streaming, fa leva proprio su questa distinzione.
