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Il 45% dei giovani si sente solo e disconnesso

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La solitudine, male del secolo e marchio della generazione Z, è una delle fragilità più diffuse e più preoccupanti.

Secondo una recente indagine BVA Doxa, il 45% dei giovani italiani nati tra il 1997 e il 2012, si sente spesso solo, ma nel Regno Unito il dato arriva addirittura all’85% (fonte Class CNBC e Fortune USA).

Alla base del disagio, dicono gli esperti, ci sarebbe un senso di inadeguatezza e di isolamento provocato da iperconnessione e pressione sociale.

La generazione Z, nata e cresciuta in epoca digitale contrassegnata dal boom dei social media, si trova soffocata da un ideale di perfezione imposto dai media che genera disorientamento, frustrazione, tendenza all’isolamento e depressione.

Quello tra vita online e vita offline è un equilibrio evidentemente sempre più difficile, eppure, come confermano fonti internazionali come Psychology Today e la Fondazione Relazionésimo, la soluzione sta nel ruolo dei genitori e nel dialogo con loro.

Solo mamma e papà infatti potrebbero colmare il vuoto relazionale che tanti giovani avvertono e a tal proposito la Fondazione ha promosso un progetto dal nome Ascoltami-Parlami.

L’iniziativa è rivolta sia ai genitori che agli insegnanti, al fine di riscoprire la relazione come strumento fondamentale ad abbattere la solitudine giovanile.

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