5 Agosto 2024
Il lavoro che nessuno vuole fare
Arriva da ATM, Azienda Trasporti Milanesi, l’accorato appello: nessuno, o quasi, vuole lavorare per noi.
La società per azioni di proprietà del comune di Milano che ha in gestione il servizio di trasporto pubblico del capoluogo lombardo e dell’hinterland, sta incontrando molte difficoltà a trovare autisti disposti a lavorare e la motivazione, secondo l’amministratore delegato dell’azienda Arrigo Giana, potrebbe essere che “è un lavoro che viene considerato meno attraente perché ha dei ritmi di prestazione della propria attività che sono diversi dal mainstream del 90% delle persone. Un lavoro in cui a Natale si lavora o durante il weekend non si può andare via con gli amici”.
ATM avrebbe bisogno, in buona sostanza, di 300 autisti per riuscire a coprire il turnover, le uscite per pensionamento e le dimissioni, ma la ricerca al momento non ha prodotto grandi risultati.
Milano non sarebbe l’unica città ad avere questo problema, visto che molte altre aziende di trasporto pubblico locale presentano una situazione simile, per un totale di 10mila posti vacanti per autisti in tutta Italia e circa 100mila in Europa.
ATM è comunque riuscita a reclutare 500 nuove figure che attualmente sono in formazione per poter essere inserite a pieno regime a partire dal 2025, ma ancora non basta.
Come ha spiegato Giana lo scorso lunedì 29 luglio alla commissione congiunta Lavoro e partecipate a Palazzo Marino, risulta difficile anche il reclutamento di personale straniero.
Sono state fatte alcune esposizioni nei consolati dei vari Paesi e stanno allargando le interlocuzioni, ma esisterebbe una barriera linguistica che, soprattutto al conseguimento delle abilitazioni professionali, è ancora elemento ostativo all’accesso alla manodopera non italiana.