Potrebbe sembrare una battuta e invece è il risultato di una ricerca irlandese appena uscita, condotta da un team di medici del Belfast Health and Social Care Trust e del Royal College of Surgeons in Irlanda, pubblicata dalla British Cardiovascular Society (BCS).
I ricercatori hanno riscontrato che all’inizio della settimana lavorativa, e in special modo il lunedì, il numero di infarti subisce un picco, dato confermato anche in Italia da Giovanni Esposito, professore di cardiologia alla Federico II di Napoli e presidente nazionale GISE.
A giocare un ruolo determinante nell’incidenza di infarti gravi (infarto al miocardio con sopraslivellamento del segmento ST STEMI, è sicuramente il ritmo circadiano, ovvero quello che regola il ciclo della veglia e del sonno e che, a inizio settimana, con la ripresa dell’attività lavorativa, subisce un cambiamento.
A questo si associano la carenza di sonno, gli orari sballati e lo stress dato dagli impegni lavorativi: un mix esplosivo di fattori che, nel caso dei soggetti più vulnerabili, aumenta il rischio di infarto.
