16 Gennaio 2025
Il metodo per cancellare i brutti ricordi
Nel corso di una vita si memorizzano tante esperienze, sia belle ed emozionanti che fanno battere ancora il cuore ripensandoci, che spiacevoli e negative, legate in molti casi a traumi del passato.
Sono soprattutto questi ultimi ricordi che il cervello, riproducendoli mentre dormiamo, fa riemergere sotto forma di incubi o di dolorosi flashback, generando ansia, stress, depressione, disturbi del sonno e dell’umore.
Un team di scienziati del Laboratorio Statale delle Scienze Cognitive dell’Università di Hong Kong, è riuscito a trovare il modo di preservare i ricordi belli e di indebolire quelli brutti, fino alla loro eliminazione.
Questa tecnica ha l’obiettivo di aiutare le persone nel trattamento del disturbo post traumatico e di diverse patologie mentali che rendono la vita particolarmente difficoltosa.
Il metodo è attualmente ancora sperimentale e viene condotto nell’ambiente controllato di un apposito laboratorio, quindi saranno necessari ulteriori test e studi per perfezionarlo e confermarne la validità.
Ma come si svolge questa tecnica?
Si parte dal presupposto che risvegliare ricordi positivi durante il sonno aiuti a ritrovare un certo benessere fisico e mentale, e che farlo durante la veglia riduca significativamente i sintomi depressivi.
Gli scienziati hanno ideato così una procedura di editing (ovvero di riscrittura) che avviene durante il sonno, in grado di indebolire i ricordi spiacevoli e di far riemergere quelli positivi e piacevoli: tutti gli individui coinvolti negli esperimenti hanno confermato che i ricordi brutti sono diminuiti a vantaggio di “intrusioni involontarie di memorie positive”.
Nel trial durato vari giorni, sono state coinvolte 37 persone adulte per la maggior parte donne, con cicli di sonno e veglia regolari, senza problemi psicologici passati o presenti.
La prima sera i ricercatori hanno mostrato loro 48 parole senza senso, ognuna associata a un’immagine negativa, come ferite umane o animali pericolosi; l’esperimento è proseguito con una notte di sonno per far consolidare i ricordi e la sera successiva sono state mostrate loro la metà delle parole associate a immagini positive, prima di addormentarsi.
Durante la fase del sonno non rem, che è la fase in cui avviene l’immagazzinamento dei ricordi, gli scienziati hanno riattivato i ricordi positivi, facendo ascoltare ai soggetti voci di persone che leggevano le parole senza senso; al risveglio e nei giorni successivi hanno mostrato loro nuovamente immagini positive e negative.
I questionari somministrati nei giorni dell’esperimento e nei giorni successivi, hanno dimostrato che i volontari non erano pienamente in grado di ricordare le immagini negative, a dimostrazione che il metodo utilizzato favoriva il riemergere dei ricordi positivi a discapito di quelli brutti, indeboliti e schiacciati da immagini serene e piacevoli.