Si chiama Syntrichia caninervis, molto più semplicemente muschio del deserto, ed è la prima pianta candidata a colonizzare Marte.
Testata da un gruppo di ricercatori dell’Accademia Cinese delle Scienze, che ha ricreato in laboratorio le condizioni ambientali simili a quelle che si suppone si possano trovare su Marte, la pianta può sopravvivere fino a -196 gradi, sopportare lunghi periodi di siccità e addirittura elevati livelli di radiazioni gamma.
Sarebbero proprio queste caratteristiche di super resistenza che hanno candidato il muschio del deserto a dare eventualmente il “la” alla colonizzazione umana, e nonostante la ricerca di organismi idonei a crescere fuori dal pianeta Terra sia iniziata parecchio tempo fa, questo è in assoluto il primo studio a indagare l’idoneità di una pianta.
Il muschio del deserto cresce normalmente in ambienti desertici estremi, come il Tibet, l’Antartide e le regioni circumpolari, e la sua resilienza, come puntualizzano i ricercatori, è perfetta per colonizzare anche terre extraterrestri, gettando le basi per la realizzazione di habitat umani biologicamente sostenibili.
La strada da fare per creare in realtà habitat autosufficienti su altri pianeti è ancora molto lunga e impervia, affermano gli scienziati, ma ci si aspetta che questo promettente muschio possa essere portato sulla Luna e su Marte per testare in loco la possibilità di crescita.
