7 Gennaio 2025
Il pescatore di biciclette del Naviglio
Si chiama Simone Lunghi, ha iniziato la sua nobile impresa volontaria nel 2016 per ripulire le acque milanesi, e oggi viene da tutti chiamato l’Angelo dei Navigli.
Lui il canale inizia a frequentarlo per tutt’altro motivo, quando da istruttore della Canottieri San Cristoforo fendeva le sue acque insospettabilmente limpide.
Ed è proprio la limpidezza a fargli scorgere, durante i suoi allenamenti, una quantità imbarazzante di sacchetti, rifiuti di ogni genere e dimensione, e la prima bicicletta.
La prima volta, racconta, si tuffa e la recupera, poi affina la tecnica utilizzando una dragonboat, una speciale canoa di origine cinese, con cui aggancia biciclette e non solo.
Ultimamente infatti, cambiando le mode di locomozione dei milanesi, appaiono anche molti monopattini che, avendo meno appigli, risultano più difficoltosi e pesanti da recuperare.
Perché vi siano così tante biciclette e monopattini, per lo più facenti parte della flotta e-bike in sharing, è presto detto: molte persone li prendono per fare serata, poi li gettano nel canale, per non doverle riportare nelle apposite stazioni di ricarica.
Nel corso di 9 anni Simone ha recuperato un centinaio di monopattini, bidoni, più di mille biciclette, un divano a due posti, carrelli, tantissimi megafoni di plastica dei venditori ambulanti (comprati per fare scherzi goliardici e poi lanciati) e perfino un costosissimo bracciale di Tiffany.
Il bracciale, precisa Simone, lo regalò alla ex moglie: non per un tentativo di riconciliazione, sia chiaro, ma come gesto gentile.
E di gesti gentili si fanno onore i 300 volontari dell’associazione che Simone presiede da 3 anni, Gli Angeli del Bello, impegnati non solo a ripulire il Naviglio ma tutto il resto della città, dai parchi, ai giardini pubblici.
Simone Lunghi, insignito nel 2021 dell’attestato di benemerenza dell’Ambrogino d’oro, si avvale anche di 30 persone destinate ai lavori di pubblica utilità dopo l’affidamento in prova, grazie a un particolare protocollo stipulato con il tribunale di Milano per dare una seconda possibilità a persone in gravissima difficoltà economica.
“Ogni bicicletta è il simbolo della nostra determinazione nel difendere Milano e di renderla più vivibile per tutti” afferma Simone, ma in realtà quello che ha fatto e sta facendo insieme a tutti gli altri volontari va ben oltre.