Attualmente le persone attive nel metaverso pare siano 400milioni, dove si dedicano alle attività più disparate, sesso compreso.
Sì, avete letto bene: solo in Italia, secondo la Società Italiana di Andrologia, un uomo su tre fa solo ed esclusivamente sesso virtuale, soprattutto quelli della Generazione Z che, a quanto pare, vivono la sessualità in maniera sempre più sganciata dalla realtà e dalla componente riproduttiva.
Già nel 2006 un questionario lanciato da CampusKiss.com, la più grande comunità di incontri online canadese per studenti universitari, aveva rivelato che l’87% degli studenti intervistati preferiva dare sesso virtuale, chiusi nella loro privacy e senza alcun rischio fisico, economico ed emotivo (sì, è piuttosto agghiacciante, ma queste furono le motivazioni).
A distanza di quasi 20 anni il trend non solo si è consolidato ma, stando alle previsioni di Sam Hall, amministratore delegato di Mixed Reality Rooms (società di sviluppo software), tra circa un decennio il sesso virtuale andrà a sostituire i siti porno e le app di incontri.
Tutti indosseranno visori VR (che nel frattempo diventeranno meno costosi e più accessibili), la tecnologia sarà in grado di regalare un’esperienza immersiva sempre più soddisfacente, i sex toys si evolveranno per accompagnare l’esperienza, e il sesso fisico sarà relegato (forse) ai boomer.
Inquietante, vero?
Il metaverso, a differenza della vita reale, sarà raggiungibile sempre e ovunque, soprattutto senza mai spostarsi da casa propria, e permetterà alle persone di vivere le esperienze più disparate (tra cui quelle sessuali), senza troppe difficoltà, se non quelle di una buona connessione. E buonanotte ai rapporti veri, con le persone fisiche.
